Danzaterapia
 

La danzaterapia, nell'ottica che abbracciamo e condividiamo, assume la danza nel suo valore originario - da sempre noto all'umanità – di potente canale espressivo in grado di contattare dimensioni anche profonde della natura umana e di promuovere spontaneamente il benessere attraverso la manifestazione delle emozioni.

La danza è quindi intesa nella sua forma più semplice e naturale, come modalità di movimento libera, istintiva e spontanea, anche se guidata e accompagnata dalla conduzione del trainer in relazione ad aree tematiche di volta in volta diverse.

Essa può dirsi “terapeutica” in quanto permette alle persone di ristabilire un contatto con il corpo e, per suo tramite, con le emozioni, e offre così l'opportunità di avvicinarsi alla propria natura essenziale, stimolando talvolta rinnovamenti esistenziali e cambiamenti di rotta, con la scelta di nuove strade più ricche e più vitali.

Le sue valenze di strumento di autoconsapevolezza, di espressione e di comunicazione, di luogo di condivisione e di aggregazione, oltre che di essenziale modalità di partecipazione ai ritmi della vita, ne fanno un'insostituibile risorsa per se stessi e per la propria esistenza.

 


La danzaterapia - così intesa - rappresenta anzitutto un'occasione per prendersi un tempo per sé, in cui coccolarsi e lasciare andare le tensioni, un invito a far scorrere il respiro e a porsi in ascolto del corpo, accogliendo ciò che c’è, ad affidarsi alla sua saggezza, lasciando che esso – gradualmente e liberamente, nei tempi e modi che gli sono consoni – trasformi memorie, sensazioni ed emozioni in movimento.

E' perciò chiaro che non è richiesta alcuna particolare abilità fisica, ma si tratta invece di riappropriarci di qualcosa che ci appartiene da sempre in modo naturale, che fa parte della nostra sostanza di esseri umani, a partire dal pulsare in ciascuno di noi dei ritmi biologici e fisiologici, o dalla danza dei gesti e dei movimenti che anima ogni giorno la nostra vita.

In quanto basata sul movimento naturale di ogni individuo, la danzaterapia rappresenta inoltre un'attività adatta a tutti: bambini, adolescenti, adulti, giovani e meno giovani, uomini e donne di ogni età.


Essa offre, a chiunque desideri farne esperienza, uno spazio di libera espressione e costruzione creativa, i cui vincoli e strumenti sono gli stessi parametri che definiscono la danza – corpo, spazio, musica, relazione con sé e con l'altro, immagini e oggetti stimolo – ma dove l'accento è posto sul processo che porta ciascuno a esprimere se stesso e la propria interiorità, al di là di ogni riferimento a canoni estetici.

Questo libero movimento creativo, in quanto nasce dall'ascolto del proprio corpo, da un lato consente di raggiungere una maggior elasticità e capacità di movimento in modo non traumatico, sciogliendo progressivamente e in modo naturale blocchi e contratture, dall'altro facilita la comunicazione con se stessi e con gli altri.

Se, in quanto tale, si pone come un'occasione di cambiamento e di crescita individuale per chiunque, la danzaterapia trova da tempo anche importanti applicazioni educative e riabilitative nel lavoro con persone che hanno difficoltà relazionali o psichiche, disabilità fisiche o sensoriali. Non solo perché il linguaggio della danza supera le barriere della comunicazione verbale, ma perché l'approccio della danzaterapia si rivolge alla parte sana e creativa degli individui, per svilupparne le potenzialità e svelarne i tesori nascosti.


Entro quella che per noi è la “Via della Danza”, i percorsi che proponiamo vedono il movimento e il linguaggio corporeo incontrarsi con altri linguaggi verbali e non verbali, anch'essi mezzi di espressione e di comunicazione tra mondo interno ed esterno, quali la musica, il canto, le arti figurative, la drammatizzazione, la scrittura.


A differenza di altre correnti che utilizzano la danza come strumento per sostenere e coadiuvare forme di psicoterapia, l'approccio di Maria Fux non si propone di arrivare, attraverso il lavoro corporeo, a lavorare su contenuti inconsci, e non viene pertanto messa in gioco alcuna forma di interpretazione, intesa come lettura e restituzione dei vissuti interni.

La danza è concepita come strumento “terapeutico”, ma nel senso più ampio del termine, relativo piuttosto a una dimensione di “prevenzione” che non di clinica, i cui obiettivi possono essere considerati obiettivi formativi, principalmente legati allo sviluppo della personalità in ogni età: viene infatti utilizzata per affinare le funzioni psicomotorie, migliorare l’immagine corporea e rafforzare l’autostima, per stimolare le capacità simboliche, espressive, comunicative e relazionali, potenziare inoltre l’integrazione corporeo-emozionale e migliorare la capacità di regolazione delle emozioni.

Si può parlare della danzaterapia anche nei termini di una pratica di “cura di sé”, di un percorso di riequilibrio e di consapevolezza, fondato sulla riscoperta del corpo, e in particolare del corpo in movimento, quale spazio privilegiato di esperienza di sé, dei propri modi di “essere nel mondo” e dei propri stati interiori.

Una pratica che muove inoltre dal riconoscimento del valore della danza libera e spontanea in quanto straordinario canale espressivo, dotato di forti valenze catartiche e liberatorie, ma anche capace di far emergere e valorizzare la creatività essenziale che è presente in ciascuno – sebbene talvolta in maniera latente – e di sviluppare le sue potenzialità.

Un canale espressivo, infine, che si rivela al contempo un potente canale di accesso alla propria fonte interiore di energia vitale.

Questa scelta affonda le sue radici nell'idea che ogni linguaggio artistico non solo offra diverse e speciali possibilità creative ed espressive, ma porti con sé grandi potenzialità – a livello dello sviluppo di capacità comunicative, relazionali, cognitive, di ascolto di sé e dell'altro, di elaborazione delle esperienze e in generale di autoconsapevolezza – che non possono che risultare accresciute da un approccio sinergico che ne sappia integrare le rispettive ricchezze.

Nell'ambito della danzaterapia, che nasce all'inizio del '900 a partire dagli sviluppi della danza contemporanea, esistono oggi approcci tra loro anche molto diversi, ma tutti accomunati dalla visione olistica dell’uomo come totalità psicosomatica. Il riconoscimento del rapporto essenziale che unisce mente e corpo si pone infatti quale fondamento della possibilità di intervenire mediante la danza e il movimento corporeo al fine di stimolare lo sviluppo interiore.

L'orizzonte entro il quale ci riconosciamo fa riferimento principalmente al metodo di Maria Fux, danzatrice e coreografa argentina che sperimentò personalmente i salutari effetti della danza in un periodo di profonda depressione. A partire da questa intensa e significativa esperienza la Fux elaborò una metodologia in cui la danza creativa volta all’espressione di sé viene utilizzata all’interno di un gruppo per indurre miglioramenti nella salute psicofisica e favorire l’integrazione sociale delle persone. Tale metodologia è applicata ormai da molti anni con successo nel lavoro con tutte le età della vita, oltre che con problematiche specifiche legate a disabilità sensoriali, psichiche e fisiche.

VAI A LABORATORI DI DANZATERAPIA 2011-2012CORSI_DANZATERAPIA.htmlCORSI_DANZATERAPIA.htmlCORSI_DANZATERAPIA.htmlshapeimage_3_link_0shapeimage_3_link_1shapeimage_3_link_2